Spring Summer 2020 campaign

Il viaggio di Manuel Ritz prosegue in Marocco, luogo da cui il brand prende ispirazione per la collezione primavera estate 2020. Un viaggio emozionante tra le strade di Marrakech e le terre aride del deserto circostante, tra i colori del souk della Medina e gli affascinanti cortili dei riad.

Un viaggio raccontato da due diversi punti di vista. Per l’uomo Manuel Ritz, appassionato di skateboard e di basket, questa terra berbera diventa un vero e proprio “sport field”, un luogo da esplorare a bordo del suo skate. Il suo è un viaggio selvaggio, frenetico, ed imprevedibile. Proprio come nei capi della collezione, sport e ritmi etnici convivono e si influenzano a vicenda. Diverso è, invece, il punto di vista della donna Manuel Ritz.
Cosmopolita e appassionata di viaggi, di architettura e fotografia, si lascia travolgere dalla cultura marocchina, dai colori, dai sapori, dal chiasso della Medina in contrasto con il silenzio del deserto, dalle architetture dei riad e dalla gente del posto. Il suo è un viaggio alla ricerca di dettagli da fotografare, di ispirazioni, di persone e culture da scoprire.

La collezione uomo vive la bella stagione attraverso un gioco di contaminazioni in vivace equilibrio alla maniera di Manuel Ritz: disinvoltura, colore, convivenza di formale rivisitato e contemporaneità urbana, da trasferire in un’ambientazione ad est, tra deserto e Medina. Le stampe di questo viaggio si declinano su felpe, polo, t-shirt e abiti. I pattern parlano un linguaggio ento-folk, che richiama le influenze culturali berbere.

Anche la donna giunge in terra berbera, i tessuti di questo mondo mixano colori bold, nuance della terra e fantasie etniche messe in risalto da ricami che ne valorizzano l’estetica. E’ quasi un safari world in cui sahariane in gabardina, micro paillettes a disco e frange coesistono. Il cotone è protagonista abbinato con il lino e le paillettes e il beige si fa interprete della palette cromatica illuminato da tocchi di arancio e di bianco. I look più rigorosi sono interrotti da fluidi drappeggi, passamanerie sfrangiate e sangallo.

In netto contrasto si pone Solar city, mondo della collezione in cui il fresco di lana è accostato a tessuti tecnici e vivacizzato da tonalità giallo fluo. E’ il dialogo tra maschile e femminile, che rimanda a linee pulite e over, come se i capi fossero stati presi dal guardaroba di lui. E’ il mondo che annulla le barriere di genere e sdogana l’utilizzo di un capo in contesti precisi.